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Colpiti alle spalle

Solo colpendoli alle spalle potevano avere ragione del loro coraggio e della loro forza di volontà, solo colpendoli alle spalle potevano riuscire a vincere la loro resistenza e la loro volontà di assicurare alla giustizia quei delinquenti.

Una canzone dedicata ai Carabinieri inizia proprio con una frase forte: “Ci sparano alle spalle per la via, che di venirci incontro hanno paura”. E anche quel giorno d’ agosto, per vincere la resistenza di Walter e Ciriaco dovettero sparare alle spalle.

Il 16 agosto del 1995 una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile, nel corso di un normale servizio perlustrativo, riusciva a rintracciare una betoniera che era stata segnalata quale oggetto di furto. Erano le 15.20 circa del pomeriggio quando la pattuglia segnala alla centrale operativa di avere la situazione sotto controllo: la betoniera con all’interno tantissime armi è stata recuperata ed il conducente, Salvatore Antonio Giua, è stato arrestato. Quei banditi attendevano il passaggio di furgoni postali con a bordo contanti e valori per alcuni miliardi e non si aspettavano invece l’arrivo dei Carabinieri che stava mandando a monte il loro piano.

Chilivani 1Mentre attendevano i rinforzi la vigliaccheria di quei delinquenti emerse in tutta la sua drammaticità. Una raffica di colpi di Kalashnikov partita alle loro spalle colpì i due Carabinieri che risposero prontamente al fuoco ferendo uno dei componenti del commando, Graziano Palmas.

Palmas continuò a sparare nonostante le ferite, uccidendo Ciriaco Carru mentre il collega di Carru continuava a lottare contro la preponderante superiorità degli aggressori arrivati in forze alle spalle, affrontando e ferendo più volte Andrea Gusinu.

Purtroppo le armi degli assalitori, e l’arrivo a sorpresa alle spalle dei due Carabinieri fu determinante e anche Walter Frau cadde sotto i colpi sparati da Andrea Gasinu che lo colpì alla testa.

Il loro coraggio, la forza di affrontare la situazione nonostante lìevidente inferiorità sia numerica che nell’armamento in dotazione, nonostante l’attacco alle spalle per vincere la loro fierezza e resistenza, impedì che venisse consumata la rapina ai furgoni postali che la banda stava progettando.

Colpiti alle spalleNon importa conoscere quali siano stati gli esiti dei processi a carico dei componenti della banda, arrestati dai colleghi scossi dall’evento, ma è invece importante sapere che in tutta la Sardegna la morte di Walter e Ciriaco fu una profonda ferita nel cuore della gente per bene. In tanti comuni sardi i due Carabinieri, cui fu conferita la medaglia d’oro al valor militare lala memoria, vennero ricordati con l’intitolazione di stade, piazze e monumenti a loro dedicati.

Vi è poi un’altra storia, quella della gente comune che si preoccupa di curare il luogo dell’attentato per non dimenticare mai quel giorno a Chilivani di cui vi invito a leggere la storia.

La medaglia d’oro conferita riporta la seguente motivazione: “Conducente/capo equipaggio di nucleo radiomobile in area ad elevata densità criminale, mentre con il proprio capo equipaggio/autista procedeva all’arresto di un malvivente, che vigilava su due automezzi, con armi a bordo, poco prima rubati, veniva investito improvvisamente da violenta azione di fuoco incrociato attuata dai complici del predetto malvivente che si apprestavano a rapinare un furgone portavalori. Incurante della situazione di palese inferiorità non si sottraeva all’impari scontro e si lanciava contro i banditi, riuscendo a ferirli con l’arma in dotazione finché, colpito mortalmente, non si accasciava esanime al suolo. Tale azione impediva la consumazione della rapina e rendeva possibile la identificazione e la cattura dell’intera organizzazione. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere spinto fino all’estremo sacrificio”. Onori a loro.