Dolcetto o scherzetto in caserma

Dolcetto o scherzetto? Così si contraddistingue la festa che sta prepotentemente entrando nel nostro mondo, nonostante l’origine chiaramente americana e non sempre ben accetta nella cultura popolare italiana anche per il culto, più o meno spinto, di mostri e demoni. Ma ormai dolcetto o scherzetto è sempre più una domanda dei nostri bambini che nella notte fra il 31 ottobre ed il 1 novembre (vista l’età molto spesso nella serata del 31) suonano alle porte minacciando uno scherzetto a chi non consegna loro dolcetti.

Se sia o meno una festività da seguire non è nello spirito della storia di oggi, ma anche questa storia e la sua interazione con l’Arma dei Carabinieri è un segnale di quanto pian piano Halloween stia entrando nel nostro quotidiano.

Abbiamo sempre parlato di quanto l’Arma dei Carabinieri sia parte integrante della vita degli italiani, di quanto la simbiosi fra cittadini e caserma abbia fatto la storia dell’Italia e quindi non potevano cambiare le tradizioni senza che anche il rapporto con l’Arma cambiasse in conseguenza.

Nel pomeriggio del 31 ottobre, i bambini di Monterotondo, città collinare nei pressi di Roma, hanno suonato e giocato a “dolcetto o scherzetto” anche con i Carabinieri della locale Stazione. Ad attendere l’arrivo dei bambini, “mascherato” da Comandante di Stazione, il Luogotenente Pasquale Concilio che ha distribuito caramelle e cioccolatini ai bambini.

I bambini hanno particolarmente apprezzato questo pomeriggio in caserma e la condivisione di una festa da parte dei Carabinieri. Anche i genitori hanno potuto così lasciare che i loro bambini suonassero ad una porta “amica” per ricevere dolcetti sicuri.

Un momento, peraltro, per stigmatizzare le tradizionali minacce ai bambini visto che molti genitori sono soliti dire che chiameranno i Carabinieri se non si comportano bene, al posto di indirizzarli in modo positivo e con fiducia agli uomini in uniforme.

Una festa passa, la vicinanza con la gente, quel… possiamo aiutarvi che segue costantemente la Benemerita da oltre 200 anni no.

 

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